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Sicilia, Rita Borsellino per un pugno di voti

riporto questo articolo di Gemma Contin apparso oggi su LIBERAZIONE affinché riflettiamo sulla negazione della rappresentanza politica malgrado i tantissimi voti riportati

"Il dato delle elezioni regionali in Sicilia rappresenta una beffa in più rispetto alla disfatta della Sinistra arcobaleno a livello nazionale. Lo schiaffo di troppo è dato dall'aver raggiunto il 4,944%, con un totale di 124.916 voti di lista e con una manciata di voti, forse meno di 3.000, che rappresenta quello zero virgola zero sei per cento che avrebbe consentito alla coalizione della sinistra rosso-verde di eleggere almeno un suo rappresentante all'Assemblea regionale siciliana.
Invece si parte da una tabula rasa, perché Rita Borsellino, capolista della Sinistra arcobaleno, non entrerà nel novero degli eletti a Palazzo dei Normanni, pur avendo ottenuto la coalizione 28.432 voti a Palermo, pari al 4,946% (anche se nel momento in cui scriviamo mancano circa 100 seggi i cui dati sono bloccati in corso di verifica all'Assessorato agli Enti locali).
La Sinistra arcobaleno è andata abbastanza bene anche ad Agrigento, con oltre 9.844 voti e il 4,128%; a Caltanissetta, con 9.224 voti e il 6,81%; persino a Catania, terra di Finocchiaro e di Lombardo, dove i quattro partiti con capolista Borsellino hanno ottenuto 23.931 voti e il 4,044%. Oltre la soglia del 5% a Enna, dove si sono avuti 4.567 voti e il 5,229%; a Ragusa, con 8.665 voti e il 5,468%; a Siracusa, con 154.416 voti e il 6,839% e addirittura a Trapani, dove la Sinistra arcobaleno ha raccolto 13.286 voti e il 5,836%.
La provincia in cui tutto è tracollato è stata Messina, dove a fronte di 12.553 voti si è arrivati al 3,377%. E siccome la legge elettorale regionale è più che una "porcata", lo sbarramento percentuale al 5% - calcolato sull'insieme dei voti accorpati su base regionale, a prescindere dal risultato conseguito nei singoli collegi provinciali - di fatto impone che tale soglia sia superata almeno in sei province su nove, pena la "sottrazione" del diritto di rappresentanza - un vero e proprio furto di voti e di preferenze - di una forza politica che pure in alcune città ha sfiorato il 7%, il che è un vero schiaffo in faccia alle compagne e ai compagni siciliani, se rapportato al dato politico nazionale.
La Sicilia in ogni caso ha scelto a stragrande maggioranza Raffaele Lombardo, il successore di Totò Cuffaro, che - con 1.087.977 voti e il 65,5% ottenuti complessivamente dalla coalizione di centrodestra - diventa il nuove "governatore" dell'Isola. Nella coalizione di Lombardo il Pdl berlusconiano ha pesato per il 33%, il Movimento per l'autonomia per il 14,2, l'Udc di Cuffaro per il 12,4%.
Nello schieramento di centrosinistra Anna Finocchiaro ha ottenuto complessivamente - quando sono scrutinati 5130 seggi su 5300 - 835.841 voti e il 30,3%. Il Pd veltroniano raggiunge il 18,8%, La Sinistra arcobaleno il 4,9, l'Italia dei Valori l'1,8%.
Non entrano all'Assemblea regionale né la Destra-Fiamma Tricolore, con l'1,5%, né Forza Nuova, con lo 0,1%, e neppure Sonia Alfano, la quale, con gli Amici di Beppe Grillo, in una versione che qui in Sicilia ha rappresentato il peggio del qualunquismo antipolitico, ha ottenuto l'1,7%.
Per finire, in questa Beresina del Sud, Lombardo ha ottenuto il 67,559% ad Agrigento contro il 30,655 di Finocchiaro; il 63,294 a Caltanissetta contro il 32,691; il 72,727% a Catania contro il 22,711; il 55,239% a Enna - prima volta che il centrodestra prende la maggioranza in questa provincia il cui vero dominus è da molti anni Mirello Crisafulli (rieletto dal Pd al Senato) - contro il 40,369 del tandem Finocchiaro-Borsellino.
A Messina Lombardo è a quota 69,705% contro il 26,381 di Finocchiaro; a Ragusa ottiene il 62,838% contro il 34,179; a Siracusa il 63,991% contro il 33,25; a Trapani il 67,632% contro il 30,245 ottenuto assieme dal Pd, Sinistra arcobaleno e Italia dei Valori.
Nell'emiciclo dell'Assemblea regionale siciliana, primo parlamento al mondo instaurato da Federico II nell'undicesimo secolo, andranno a sedersi 61 deputati regionali del centrodestra e 29 del centrosinistra.
Di fatto a Palazzo dei Normanni, a rappresentare la volontà, i diritti, i bisogni dei siciliani, ci saranno soltanto quattro partiti: il Popolo delle Libertà, il Partito democratico, il Movimento per l'autonomia e l'Unione di centro di Totò Cuffaro, che ha regalato a Pierferdinando Casini anche gli unici tre senatori che l'Udc potrà esibire a Palazzo Madama, primo lo stesso Totò-Vasavasa che si è guadagnato così l'immunità parlamentare.


16/04/2008

Pubblicato il 16/4/2008 alle 13.32 nella rubrica Diario.

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