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non nomi di ministri ma di validi collaboratori Anna Maria Artoni la prima citata da Walter Veltroni

Un suo profilo:
Anna Maria Artoni

Io in azienda ci giocavo, volevo fare il direttore generale. Dal leader regionale di Confindustria un riconoscimento all´Emilia-Romagna come area in controtendenza per le politiche di conciliazione tra maternità e lavoro.

Di persona, avrebbe detto mia nonna, è più alta che in tv. E´ la prima cosa che noti, e pazienza se ha a che fare con l’immagine e non con la sostanza del personaggio, perché lei, Anna Maria Artoni, 38 anni, nativa di Guastalla, non è solo un’imprenditrice, è l'icona gentile del nuovo capitalismo italiano. E in questi casi anche l’immagine è sostanza.

L’appuntamento è fissato nella sede dell’Associazione industriali di Reggio Emilia, palazzo Cassoli-Tirelli, in occasione di una riunione extra moenia della Giunta di Confindustria Emilia-Romagna, di cui Artoni è presidente, e della successiva conferenza stampa. Ci sono i padroni di casa, grossi nomi dell´imprenditoria emiliano-romagnola e un grappolo di giornalisti reggiani che, a fine conferenza, faranno pazientemente la fila per intervistarla. Tailleur maschile rigorosamente nero, occhialini cerchiati, sorriso accattivante, Anna Maria Artoni sembra ignorare il vezzo della battuta a effetto tipica dei nuovi potenti e ha per tutti risposte argomentate e razionali.

Seria, scrupolosa, attenta ai dettagli, ma anche diretta e capace di ironia, dà prova di talento diplomatico citando ripetutamente Montezemolo e tenendosi però alla larga dalla polemica tra il presidente di Confindustria e le coop, di cui in quei giorni si coglieva ancora l’eco. “L’importante, dice, è il rispetto delle regole”.

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Pubblicato il 10/4/2008 alle 0.59 nella rubrica Diario.

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