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4 marzo 2008
Finocchiaro a Enna

fonte siciliaweb

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3 marzo 2008
Anna Finocchiaro su Travaglio




questo l'articolo di Travaglio pubblicato sull'Espresso:

Andò e tornò

La scelta di far scrivere a Salvo Andò, ex ministro craxiano, il programma di Anna Finocchiaro per le elezioni in Sicilia fa storcere il naso a molti elettori: ecco perché

"Già la decisione del Pd di preferire Anna Finocchiaro a Rita Borsellino come candidata a governatore di Sicilia, senza passare per le primarie (vinte dalla Borsellino nel 2006), ha causato qualche maldipancia tra gli elettori. Ma i dolori di stomaco sono decisamente aumentati quando s'è appreso dalla stessa Finocchiaro, intervistata da 'Repubblica Tv', che il suo programma lo sta scrivendo un trust di cervelli guidato da Salvo Andò. Alcuni spettatori di buona memoria hanno protestato on line. E la Finocchiaro è sbottata: "Andò è una persona di grande livello culturale, un cultore di diritto pubblico. Non capisco.".
 
Aiutiamola a capire: Salvo Andò, classe 1945, ex deputato e ministro craxiano, già docente nel prestigioso ateneo di Malta, ora rettore dell'università Kore di Enna e dirigente dello Sdi, è un personaggio - per così dire - controverso. Nel 1993 la Dda di Catania chiede l'autorizzazione a procedere contro di lui per voto di scambio con Cosa Nostra: i collaboratori di giustizia che hanno appena fatto arrestare il loro capo Nitto Santapaola raccontano come il boss latitante incontrasse Andò e lo appoggiasse alle elezioni. Claudio Samperi, che faceva campagna per Andò ricevendone buoni benzina e denaro contante, spiega che l'onorevole ricambiava con "favori nei processi". Giuseppe Puglisi, braccio destro di Santapaola, conferma. In uno degli ultimi covi della latitanza del boss la polizia trova un cartoncino intestato 'Camera dei Deputati' con una scritta a penna: "Cari saluti, Salvo Andò".

Già nel 1985 un membro dell'assemblea nazionale del Psi, Enrico Salluzzo, scrisse a Craxi che un fedelissimo di Andò, Andrea Finocchiaro, "trait d'union per fini elettorali con la malavita organizzata, influenza decine di migliaia di voti e ha tesserato interi clan mafiosi". Finocchiaro verrà ucciso dalla mafia pochi giorni dopo aver inaugurato, insieme ad Andò, una sezione del Psi nel quartiere San Cristoforo. Claudio Fava racconta tutto in un libro: Andò lo querela e vince in primo grado, ma perde in appello: "Il fatto non è reato". Andò viene poi assolto dal voto di scambio. Ma è rinviato a giudizio per le tangenti sul centro fieristico di Viale Africa (appalto da 173 miliardi di lire), pagate e confessate da uno dei 'cavalieri dell'Apocalisse': Francesco Finocchiaro.
 , il 23 luglio '93, viene arrestato per le mazzette sulla ristorazione nell'ospedale di Catania. L'accusa, poi derubricata in finanziamento illecito, cade in prescrizione. Per Viale Africa invece Andò viene condannato in primo grado a 5 anni e 6 mesi e in appello a 4 anni; poi la Cassazione annulla con rinvio e nel secondo appello scatta la prescrizione, grazie alle attenuanti generiche. Il 'cultore del diritto' sa che chi vuol essere assolto nel merito può rinunciare alla prescrizione. Ma se ne guarda bene.

Nel 2004 la Cassazione conferma che il tempo è scaduto, ma mette nero su bianco che i fatti sono veri e gli imputati i soldi li hanno presi. Forse è per questo che Andò s'è tenuto stretta la prescrizione. Salvo di nome e di fatto. Ora che scrive il programma della Finocchiaro, c'è da giurare che si batterà come un leone per irrobustire la giustizia siciliana e ridurre finalmente i tempi intollerabili dei processi. Tanto lui non ne ha più.

(29 febbraio 2008)

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3 marzo 2008
A Enna Anna Finocchiaro parla di tre priorità per la Sicilia

lo snellimento della macchina burocratica che lavori per lo sviluppo del territorio, l'informatizzazione della Regione e il miglioramento della spesa pubblica, e annuncia che il Pd è in rimonta anche in Sicilia.

"Il piano sugli inceneritori di Cuffaro mi fa ridere", ha detto la senatrice che ha sottolineato come "questo piano del governo abbia ridotto al minimo la raccolta differenziata. Il sapere per il centrodestra non è importante, dato che oltre la metà dei giovani siciliani non ha mai ricevuto il buono-studio".

A proposito del ponte sullo Stretto la senatrice ha sostenuto ancora una volta che "è importante ma non rappresenta una priorità". E ha concluso affermando che "il Pd è in rimonta non solo in Sicilia ma anche in Italia, corriamo per vincere".

fonte: La Siciliaweb


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2 marzo 2008
Anna Finocchiaro, lunedì pomeriggio alla Kore di Enna

Sarà la capogruppo al Senato e candidata alla presidenza della Regione Siciliana, Anna Finocchiaro, ad aprire ufficialmente la campagna elettorale del Partito Democratico in provincia di Enna. La manifestazione si terrà lunedi 3 marzo p.v. presso l'auditorium dell'Università Kore con inizio alle ore 17. La parlamentare siciliana sarà accompagnata in questa sua prima uscita ufficiale, dopo il "discorso ai siciliani" di Agrigento, dal Segretario regionale del Pd Francantonio Genovese. Ad accogliere la candidata alla poltrona di “governatore” della Sicilia i parlamentari della nostra provincia, il sindaco di Enna, il presidente della provincia e tutto il gruppo dirigente del nuovo soggetto politico che, proprio in questi giorni, si va velocemente strutturando con l’elezione del segretario provinciale Giuseppe Arena e dei segretari dei circoli. A questo proposito la notizia dell’elezione di una donna alla guida del circolo di Enna Bassa del Pd. Si tratta di Francesca Cigno, già dirigente dei democratici di sinistra e figlia d’arte (il padre Tullio è stato un dirigente storico del PCI e del PDS) eletta all’unanimità dai componenti del circolo nella riunione tenutasi venerdi sera nella nuova sede di Enna Bassa che accoglierà anche le attività dell’Associazione Culturale “Pompeo Colajanni” e la segreteria del deputato nazione Mirello Crisafulli. “Sono molto soddisfatta per il clima serena e carico di entusiasmo con il quale si è approdati alla mia designazione – spiega la neo segretaria Francesca Cigno – e sono convinta che con questo stesso entusiasmo affronteremo con forza la difficile stagione di appuntamenti elettorali che ci attende. Lo faremo – conclude la Cigno – partendo dai problemi della gente e stimolando sempre di più l’azione dell’amministrazione comunale”. Altro appuntamento questa sera con l’elezione del segretario del circolo di Enna alta e poi, domenica mattina, l’ultimo atto con la riunione del coordinamento cittadino alle ore 10 presso il centro polifunzionale di via dello stadio, con all’ordine del giorno l’elezione del segretario cittadino




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2 marzo 2008
Finocchiaro, parte da Agrigento la corsa alla Regione
Nuova pagina 2

Anna Finocchiaro viene accolta all'hotel Villa Athena di Agrigento sulle note di "Sicilia bedda” del cantante augustano Roy Paci, protagonista della polemica con l'ex presidente della Regione Totò Cuffaro, per aver modificato, in concerto, il ritornello di "Toda joia toda beleza” in "Vasa vasa sinni iu a casa”.

L'esponente modicana del Pd si presenta in tailleur, con una scintillante camicia viola, come se in questa campagna elettorale non solo non avesse bisogno di scaramanzia, ma tenesse a sfidare la dea bendata a testa alta e con sguardo sprezzante. L'incipit della conferenza stampa è un pubblico ringraziamento a Rita Borsellino, "che condividerà con me il governo a Palazzo dei Normanni”. Riferendosi ai templi, sfondo della manifestazione, afferma che "questo passato di gloria, di bellezza e di cultura” va usato per rilanciare la Sicilia.

La stessa Sicilia che, sebbene oggi sia "l'ultima provincia d'Europa" meriterebbe di essere incoronata quale "Porta d'Oriente", perla di quel Mediterraneo che ha riacquistato importanza per gli equilibri, economici e non, del mondo. Possiamo tornare
– continua la Finocchiaro – ad essere il sale della terra", una terra luogo di grandi diseguaglianze.

La candidata alla presidenza della Regione assume subito degli impegni: in primo luogo con Confindustria siciliana, della quale ha condiviso la posizione assunta contro il racket, assicurando uno snellimento delle operazioni di disbrigo delle pratiche imprenditoriali mediante l'innovazione tecnologica ed una più razionale gestione delle risorse umane; promette che entro sei mesi dalle elezioni, qualora venisse eletta, formerebbe una commissione per lo sviluppo di un piano strategico atto ad assicurare un miglior funzionamento degli uffici della Regione anche tramite una riduzione delle "carte" e dei tempi burocratici; promette l'istituzione, entro novanta giorni, di un osservatorio sulla spesa pubblica; evidenzia l'importanza dei servizi on-line, finanziati e mai utilizzati dalla vecchia amministrazione.

Accomuna l'ormai ex-governatore Cuffaro al candidato dell'Mpa Raffaele Lombardo, denunciando "un interesse, da parte della coalizione che rappresento, a lucrare sull'inefficienza delle istituzioni regionali, sulle clientele, sul voto di scambio.

La Finocchiaro dice di no agli "elenchi" di persone che lavorano perché hanno appoggiato la "fazione" giusta in campagna elettorale e alle raccomandazioni: la Sicilia ha bisogno - continua l'esponente del Pd - di lavoro per tutti, ha bisogno di competizione e di ammodernamento, cambiamenti possibili solo in nome della legalità.

Per Anna Finocchiaro c'è un gran bisogno di meritocrazia, che va esaltata premiando "chi si comporta secondo le regole”, chi non paga il pizzo, gli imprenditori che ritengono di fondamentale importanza la sicurezza dei propri dipendenti.

Viene toccata anche la questione del ponte sullo stretto: "non è una priorità". La preferenza ricade sul rafforzamento delle reti di trasporto stradali e ferroviarie, come anche aeree. Quanto all'istruzione, afferma che non può esserci sviluppo senza un'adeguata attenzione alla ricerca ed alla formazione.
"Voglio prendermi cura della Sicilia e dei siciliani come una madre, insieme alle madri di questa terra", conclude.

Tra i presenti alla conferenza stampa, il vice ministro Angelo Capodicasa, il deputato regionale Giacomo Di Benedetto, il segretario provinciale del Pd Emilio Messana, il consigliere comunale Nello Hamel ed il vice ministro allo sviluppo economico Sergio D'Antoni.

Alessandro Sardone

 fonte: agrigentonotizie.it

test del discorso completo:
Grazie a tutti e a tutte di essere voi che qui. Grazie a chi non ha potuto venire ma ci ha manifestato vicinanza e appoggio. Grazie a Rita, che dividerà con me il faticoso impegno del Governo regionale dall’Aula di Palazzo dei Normanni.

Mi rivolgo da qui per la prima volta alla gente di Sicilia. Da questo luogo, la valle dei Templi, che è uno dei più conosciuti al mondo. E uno dei più belli. Un luogo che significa in sé, senza parole, quanta storia, e quanta gloria e cultura e bellezza siano dietro di noi.

Patrimonio nostro, ma patrimonio del mondo.

La Sicilia patrimonio dell’umanità. Non dimentichiamolo.

Usiamolo però. Per non contentarci. Per cambiare. Per sfuggire alla tentazione di un feudalesimo della politica che vorrebbe che tutto restasse com’è. Fermo e senza tempo.
Sempre uguale a se stesso. Cuffaro, e poi Cuffaro, e poi Lombardo tutto così identico a se stesso.

Abbiamo bisogno di cambiare. Non siamo simili agli dei e non siamo il sale della terra.
E invece il cambiamento è già qui. Intorno a noi c’è un mondo che cambia e compete e corre e noi rischiamo di essere come Colapesce, immobili a sorreggere il peso del malgoverno di Sicilia.

Ma perché? E perché restare immobili ora?

Ora che il mondo si è capovolto e non è il Nord, ma il Sud del mondo a imporsi sulla scena economica, sulla scena politica. Ora che il Mediterraneo in cui siamo immersi torna ad essere il luogo più importante perché da qui tornano a passare i traffici commerciali più vistosi e il Mediterraneo diventa importantissimo per gli equilibri del mondo. Sicilia porta d’Oriente, Sicilia prima – e tra le più belle – regioni dell’Europa, non più ultima provincia dell’Impero.

Partiamo da questo. Convinciamocene. E proviamo ad esserne all’altezza. Facciamo che la speranza ci gonfi il cuore. Usiamo cervello e saper fare – che ne abbiamo tanto. Tanto.
Facciamo vedere al mondo chi siamo. Perché possiamo tornare ad essere i migliori.
Mi candido in Sicilia per questo. Perché io so che si può fare. E so anche che per farlo non basta la politica. Ciascuno deve metterci del suo. Poco – molto – quello che può. Io ci metto me stessa. La mia esperienza nelle istituzioni, la mia esperienza politica, la mia determinazione a cambiare la Sicilia. Abbiamo moltissimo da fare – e poco tempo. Perché questa NON è SOLO UNA Regione che non può e non sa competere. E’ anche il luogo di troppe disuguaglianze. Qui si registra uno dei tassi di povertà dei bambini più alto d’Italia.
Adopero solo questo dato perché deve essere per noi uno schiaffo.

Incontrerò in questi giorni i professionisti e gli imprenditori siciliani. Abbiamo molto di cui parlare. Ma a loro chiederò innanzitutto di mostrare alla Sicilia il peso e l’importanza che hanno e possono avere le classi dirigenti diffuse siciliane. Abbiamo già maturato un debito di gratitudine e di speranza con Confindustria siciliana per l’atteggiamento rigoroso e coraggioso che ha assunto nei confronti del racket delle estorsioni e della soggezione delle imprese associate. Ma agli uni e agli altri voglio mandare intanto un messaggio chiaro. Dico agli imprenditori siciliani che, se vinciamo, non accadrà più che la loro intrapresa riscontri ritardi e inciampi e ostacoli nel rapporto con la Regione Siciliana. Non li vogliamo più seduti per giorni, in cento “viaggi della speranza” nelle anticamere degli Assessorati, ad aspettare di capire se, come e quando la pratica relativa alla propria attività sarà mai chiusa favorevolmente. Li vogliamo nelle loro aziende, con i loro dipendenti a lavorare per il benessere della propria e delle loro famiglie, per lo sviluppo della Sicilia. Non hanno e non abbiamo tempo da perdere.

Con le imprese, con i loro professionisti, con i Siciliani mi impegno innanzitutto a modernizzare l’amministrazione siciliana adoperando tutte le leve del cambiamento: semplificare i procedimenti amministrativi cambiando leggi e regolamenti; uso di innovazione tecnologica; gestione efficace delle risorse umane.
Mi impegno a insediare entro sei mesi dalle elezioni una commissione di altissimo livello, costituita da personalità indipendenti, che prepari un piano strategico per rendere efficienti gli uffici della Regione.

Mi impegno a legare al merito e al risultato raggiunto da impiegati e dirigenti una parte variabile della retribuzione premiando innovatori e meritevoli.

Mi impegno a coinvolgere i cittadini nella valutazione dei servizi.

Mi impegno ad approvare una legge sui tempi certi della burocrazia, fissando tetti massimi per i provvedimenti con un risarcimento del cittadino e dell’impresa se i tempi non vengono rispettati.

Mi impegno a ridurre al massimo le carte. Se dal protocollo, al flusso interno dei documenti, all’uscita della posta elettronica tutto è rintracciabile sul web, non si possono insabbiare le pratiche, né favorire quelle degli amici.

Mi impegno a favorire l’erogazione di servizi online. La Regione Siciliana ha speso un sacco di soldi per distribuire ai cittadini la Carta Nazionale dei Servizi. Con quali risultati?
Per le imprese effettuare le pratiche on line significa competitività, per tutti significa risparmiare tempo, traffico e inquinamento. Bisogna farlo dunque, presto.

Buona amministrazione e buona politica sono complementari e inscindibili. Cambiare è dunque possibile ricordandoci che molti tentativi di riformare la Pubblica Amministrazione sono naufragati contro le resistenze non solo della struttura, ma della cattiva politica che ha fatto un uso clientelare del settore pubblico e lo ha piegato ai propri interessi elettorali.
Così è in Sicilia con questo Governo. Ci vorrà coraggio per andare contro chi lucra sull’inefficienza della Regione, ci vorrà coraggio, fatica e pazienza. Ricordando a tutti che non basta acquistare computer se restano identiche organizzazioni e procedure.

Premiamo quanti vorranno metterci a disposizione il loro sapere e sono tanti nell’amministrazione della Regione, e sono bravi. Ci servono. Servono alla Sicilia. Sono le nostre armi migliori contro la tentazione del “chi me lo fa fare?”

Ancora ai professionisti siciliani diciamo che non ci sarà più un albo di quelli che lavorano perché vicini alla politica che ha vinto, e un albo di quelli che devono arrangiarsi perché non sono simpatici al governo regionale in carica. Tutti in pista, a cominciare dai giovani professionisti siciliani rispetto ai quali siamo in debito, perchè li segna ancora e troppo la discriminazione tra chi è figlio di professionista e chi non lo è.

Abbiamo bisogno del patrimonio di conoscenza, capacità organizzativa, iniziative progettuali dei professionisti siciliani. A loro, pezzo strategico della classe dirigente siciliana, chiediamo di stringere un patto fondato sulla qualità e la certificazione del loro lavoro intellettuale, sulla loro capacità di trasmettere alle giovani generazioni saperi e conoscenza.

Qualità ed eccellenza dei beni materiali e immateriali prodotti in Sicilia devono essere le due caratteristiche da inseguire, e da premiare. Il Made in Sicily. Tutto questo è possibile se usciamo dal premoderno e entriamo nella modernità. E la precondizione è la legalità.
Non si può competere in un mercato segnato dalla presenza mafiosa e dell’illegalità. Non competono le imprese, non competono gli individui. Non viene premiato il merito, la fatica, l’intelligenza, l’impegno. Non viene riconosciuto il bisogno vero.

Possiamo fare molto. Per esempio premiare chi si comporta secondo le regole. C’è già un inizio di riconoscimento a livello regionale e nazionale. Incentiviamolo. Prendiamo una certificazione di qualità per le imprese che non pagano il pizzo, non si avvalgono di capitali a partecipazione mafiosa, non inquinano, non sfruttano il lavoro, garantiscono la sicurezza dei propri dipendenti. Rendiamo conveniente la legalità. Conviene alle imprese, conviene ai lavoratori, conviene alla Sicilia.

Pubblica Amministrazione efficiente e imparziale e infrastrutture adeguate sono leve dello sviluppo. Lo studio di Unioncamere del giugno del 2006 sulla dotazione delle infrastrutture sulle province italiane ci dice che la Sicilia ha una sola provincia su nove con un livello di dotazione infrastrutturale di trasporto (al netto dei porti) superiore alla media italiana e solo tre su nove che presentano un livello di dotazione della rete stradale superiore alla media
italiana. E non parliamo neanche dell’indice di dotazione della rete ferroviaria. Su 103 province Ragusa è al 97° posto, Agrigento al 72°, Catania all’83°. La Sicilia ha ancora una sola provincia (Messina) che ha una dotazione ferroviaria superiore alla media italiana. In compenso abbiamo una mortalità da incidente stradale tra le più alte d’Italia.

E’ per questo che vorrei che il SI o il NO al Ponte sullo Stretto non diventasse l’unico argomento della campagna elettorale sui temi della mobilità delle persone e del trasporto delle merci, che invece sono una priorità per i cittadini e le imprese della Sicilia.
Perciò, come io non demonizzo né banalizzo la posizione di chi ritiene la realizzazione del Ponte la risposta al problema del collegamento con il Continente, desidero che si faccia altrettanto con chi condivide la posizione assunta dalla maggioranza di Governo di centrosinistra in sede di finanziamento delle spese previste dalla Legge Obiettivo, di “non ritenere prioritaria la realizzazione di tale opera” e di finanziare un pacchetto di opere viabilistiche alternative. Io ho condiviso questa posizione non ideologica ritengo corrispondente ai bisogni prioritari di mobilità della Sicilia.

Non ritengo prioritaria la costruzione del Ponte.

Non prioritaria, perché ritengo che milioni di cittadini che non devono attraversare frequentemente lo Stretto, rivendicano una mobilità più efficiente e più rapida per i loro spostamenti tra le diverse città dell’Isola, tra i centri urbani minori e i capoluoghi, per gli spostamenti all’interno di grandi città come Palermo e Catania, e pertanto vanno accelerate la via delle opere stradali finanziate dal piano ANAS e dalla legge obiettivo per un importo di 1.400 milioni di euro e le opere ferroviarie finanziate dal piano FS per un importo di circa 3.000 milioni di euro dove sono previsti gli interventi più importanti del passante di Palermo ed il raddoppio di tratte sulla Palermo Messina.

Ritengo che gli autotrasportatori che portano i prodotti siciliani nei mercati del centro – nord Italia e dell’Europa debbano sempre più utilizzare le autostrade del mare che partendo dai porti della Sicilia possono arrivare velocemente ai porti dell’Alto Adriatico e del Tirreno, beneficiano tra l’altro degli incentivi previsti dalla legge sull’ecobonus..
Ritengo che i viaggiatori che dalla Sicilia devono raggiungere Roma e le atre città del nord Italia per motivi di lavoro, studio, svago, non abbiano bisogno di attraversare il Ponte in automobile e fare decine di ore di viaggio, ma di avere frequenti collegamenti aerei a tariffe contenute e buoni ed efficienti servizi ferroviari a lunga percorrenza.

Ritengo che la centralità del Mediterraneo trasformi la Sicilia da una realtà insulare e periferica che si deve collegare alla terraferma, in una eccezionale piattaforma logistica dove il mare e i collegamenti marittimi le assegnano un ruolo strategico, occasione storica per lo sviluppo della portualità a partire dalla riconversione del porto di Augusta in porto HUB del Mediterraneo e allo sviluppo del sistema interportuale.

Non c’è sviluppo moderno, non c’è lavoro senza sapere, innovazione, ricerca, senza un investimento di qualità nella formazione, in Sicilia troppo spesso luogo di potentati politici piuttosto che di promozione di opportunità e conoscenza. Spendiamo 672 milioni di Euro – la Lombardia ne spende 327, altrettanto l’Emilia. La Corte dei Conti ha fatto rilievo sugli enti di formazione siciliani e sui modi di investimento di quei fondi.

Le fonti del Ministero dell’Università ci dicono quanto ancora debba farsi in Sicilia per garantire a tutte e a tutti il diritto allo studio. Nell’anno accademico 2005/2006 solo il 48,58% degli studenti aventi diritto ha avuto accesso alle borse di studio. La Regione  Siciliana ha reso inefficace una politica di equità rivolta agli studenti di famiglie economicamente svantaggiate sottraendosi alla responsabilità di cofinanziarle. Eppure per istruzione e diritto allo studio spende almeno il doppio di altre regioni italiane.
Per quanto riguarda l’innovazione il rapporto tra PIL e spesa in ricerca e sviluppo è fermo allo 0,9% (3%). Una programmazione sbagliata ha fatto sì che la Regione, per progetti formulati in modo irregolare, dovrà restituire 9,2 milioni di Euro.

Occorre recuperare un flusso di ritorno dei nostri ragazzi.

Ma per fare questo occorre che il sapere sia un valore. Non è così quando si assume per chiamata diretta, quando non si premia il merito, quando conta più la raccomandazione politica che un dottorato. Continuare così, con buona pace del mio avversario e del suo predecessore, è un delitto contro la Sicilia e il suo futuro.

Frutterà a loro dei voti, ma fermerà il futuro di tutti.

Il Governo siciliano di centrodestra ha sprecato le risorse finanziarie a disposizione, non è capace di programmare e spendere bene le risorse europee e non prevede cosa accadrà quando non ci saranno più. Sia chiaro. Sono soldi nostri.

La questione della spesa pubblica siciliana è centrale per programmare sviluppo economico e assicurare diritti ai cittadini. Centrale. Il CNR (dati 2006) ci dice che solo per amministrazione generale il Governo Cuffaro ha speso 2.167 milioni di Euro. La Lombardia 626. In compenso spendiamo 5 milioni in meno di assistenza sociale. E non mi pare che in Sicilia ci sia meno bisogno di assistenza. Spendiamo tre volte in più per istruzione e diritto allo studio, epperò, come dicevo, non garantiamo quel diritto.
Spendiamo 3oo milioni di euro per il turismo quando la Toscana ne spende 51, ma i risultati non mi sembrano comparabili.

Non esiste un solo luogo di valutazione e monitoraggio della spesa, di misurazione della qualità della spesa, di come cioè fruttano i nostri soldi in termini di diritti, in termini di occupazione, in termini di sviluppo.

Mi impegno a costituire entro i primi 90 giorni di governo un osservatorio sulla spesa pubblica siciliana, formato da personalità dalla competenza e indipendenza fuori discussione, che renda periodicamente pubblici i propri rapporti. I siciliani devono sapere come vengono spese le risorse, se vengono bene impiegati, cosa ne hanno di ritorno in termini di diritti, benessere, sviluppo, lavoro. Bisogna impedire che i soldi dei siciliani vengano impiegati per finanziare impieghi improduttivi, clientele, consulenze inutili.

Quel danaro è sacro.

Ma non è la sola risorsa che è stata sprecata in Sicilia. Voglio solo accennare alla questione dell’acqua. Proprio qui, in questa Provincia nella quale è in corso una vicenda che riguarda la questione e che vede impegnati altri 20 comuni in una battaglia di legalità e trasparenza. Ricordo un dibattito di qualche anno fa’ alla trasmissione di Costanzo, con Cuffaro, su questo tema. Litigammo. Lui sosteneva che bisognava fare due dighe. Io sostenevo che occorreva che subito si investisse sulla rete idrica, rafforzandola, riparandola, mettendola in sicurezza per evitare il tragico spreco. Lui vinse le elezioni, fu
commissario straordinario per l’acqua. Le dighe sono incompiute. Voi, qui, per mesi all’anno, morite di sete.

Ma non è stato così anche per i rifiuti?

Il presidente della regione l’on. Cuffaro, commissario per i rifiuti, nel 2001 inaugurava una nuova stagione, stabililendo la realizzazione di 4 mega inceneritori per 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti/anno, tanti quanto sono i rifiuti prodotti in Sicilia.

Cuffaro smantellava i progetti che avrebbero permesso di costituire un sistema industriale del ciclo dei rifiuti finalizzato ad una raccolta differenziata al 50%.. Distribuiva 250 milioni di euro, in consulenze, piazzole, strumentazione, campagne stampa ecc che nulla avevano a che vedere con il superamento dell’emergenza rifiuti.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti: un commissariato rifiuti che operava nel 2000 con meno di 15 unità è giunto nel 2006 a più 200 unità di personale, e tra questi il vice commissario con emolumenti per 500 milioni annui. Debiti per più mezzo miliardo di euro accumulati dalle società di gestione degli Ato; aumento continuo delle tariffe dei rifiuti (spicca Palermo per l’aumento del 75% in un solo anno); raccolta differenziata al 6%, la Sicilia è la penultima regione in Italia, fa peggio solo il Molise con il 5%. Le regioni più virtuose il Veneto e la Lombardia vicine al 50 %, seguite da Piemonte, Emilia e Toscana
vicine al 40%. Torneremo su questo punto nel corso della campagna elettorale.

La so questa fatica. Di dire tutto quello che dovremmo dire, tutto quello che dovremmo fare. Ma la campagna elettorale serve anche a questo e sta appena cominciando. E poi ci vuole rispetto. Rispetto e collaborazione. Si deve parlare di lavoro con il cappello in mano, per rispetto ai troppi disoccupati, alle troppe disoccupate, ai troppi precari. Lo farò. Con un altro discorso, durante questa campagna elettorale tutto dedicato al lavoro. Dopo gli incontri con le organizzazioni sindacali, con tutte le associazioni imprenditoriali. Per sapere bene cosa fare, perché di mezzo c’è la vita di migliaia e migliaia di persone, le loro difficoltà, le loro speranze, la loro dignità. E molti, troppi, sono giovani uomini e giovani donne di cui ho promesso di prendermi cura.

Ecco questo voglio fare. Prendermi cura, con voi, della Sicilia, del suo futuro. Come una madre. Mi auguro con le madri siciliane. Per questo vi chiedo di stare con me, di stare con noi, con le forze politiche che appoggiano la mia candidatura, che ci credono e vi investono, con i tanti che verranno con noi, incontrandoci. E credeteci. Credeteci. E’ un sogno possibile.

Anna Finocchiaro in Sicilia

Apertura campagna elettorale Agrigento

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2 marzo 2008
News da Nicola Zingaretti
Nuova pagina 1
"Nella mia Giunta almeno il 50% donne"
"Nella mia Giunta almeno il 50% donne"

"Voglio fare un appello  alle forze politiche che mi sosterranno perchè queste sono le ore nelle quali si stanno scegliendo anche le liste. E faccio un  appello alle donne nelle liste perchè il sistema elettorale permette la valorizzazione e l'elezione delle donne.Questo infatti con i collegi si può prevedere. E poi da parte mia c'è l'impegno comunque vada di promuovere sicuramente una giunta con il 50% degli assessori donna, se ce la facciamo anche di più perchè credo sia

 il tempo di passare dalle parole ai fatti e di  mostrare che si crede davvero nel valore delle donne".Lo ha detto Nicola,  intervistato da Radio dimensione suono Roma. "Daremo alle donne lo spazio che è giusto dare - ha aggiunto  - perchè anche in politica come in altri campi esiste una discriminazione odiosa che, ripeto, è anche delle professioni, degli enti pubblici, di moltissimi aspetti della vita. Nella politica paradossalmente le scelte sono più nelle nostre mani ed è giusto che chi può farlo valorizzi questa straordinaria risorsa che è la forza delle donne"




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2 marzo 2008
Veltroni candida il Generale Mauro Del Vecchio - ecco un suo profilo
Nuova pagina 1

Il generale di corpo d’armata Mauro Del Vecchio é nato a Roma il 7 giugno 1946. Ha frequentato il 22° (147°) corso dell’Accademia militare di Modena dal 1965 al 1967 e ha completato il ciclo formativo presso la Scuola di applicazione di Torino nel 1970, anno in cui ha conseguito il grado di tenente nella specialità bersaglieri.

Nei gradi di tenente e di capitano, ha ricoperto incarichi di comandante di plotone e di compagnia presso l’8° reggimento bersaglieri, la brigata meccanizzata Garibaldi e l’Accademia militare.

Con il grado di tenente colonnello, ha comandato il 1° battaglione bersaglieri La Marmora e, successivamente, con quello di colonnello, il Distretto militare di Firenze.

Promosso generale di brigata, ha comandato (1997-99) la brigata bersaglieri Garibaldi prima brande unità costituita interamente da personale professionista. Successivamente (2000-03), con il grado di generale di divisione, ha ricoperto la carica di comandante della Scuola di applicazione e Istituto di studi militari dell’Esercito. Promosso al grado di generale di corpo d’armata, ha assunto, a partire dall’inizio del 2004, il comando del corpo d’armata di reazione rapida italiano per la Nato.

Come ufficiale di stato maggiore, il generale Del Vecchio ha ricoperto numerosi incarichi. In particolare, è stato ufficiale addetto presso l’ufficio addestramento del comando del 5° corpo d’armata (1981-84) e sia ufficiale addetto (1984-87) sia capo sezione (1988-92) dell’ufficio impiego del personale dello stato maggiore dell’Esercito. Inoltre, ha ricoperto, nello stesso stato maggiore, l’incarico di capo ufficio addestramento (1993-97) e quello di vice capo del reparto impiego del personale (2003-04).

Il generale Del Vecchio ha partecipato, con funzioni di comando, a numerose operazioni all’estero. Una prima volta in Bosnia-Erzegovina (marzo-ottobre 1997) come comandante della brigata multinazionale nord, nel settore comprendente le città di Sarajevo, Goradze e Pale. Ancora nel Teatro dei Balcani, ha comandato il contingente italiano impiegato in Macedonia nel soccorso umanitario ai profughi albanesi (marzo-giugno 1999).

Successivamente, in Kosovo è stato comandante della brigata multinazionale ovest, responsabile del settore comprendente le città di Pec, Dakovica, Decane e Klina (giugno-settembre 1999). Infine, dall’agosto 2005 al maggio 2006, ha comandato l’operazione International Security Assistance Force (Isaf) della Nato in Afghanistan.

Per l’operazione in Bosnia-Erzegovina e’ stato insignito dell’onorificenza di Grande ufficiale al merito della Repubblica Italiana, della medaglia di bronzo al valore dell’Esercito, dell’onorificenza di Commendatore al merito della Repubblica Francese e della medaglia al merito militare di 1ª classe portoghese. Per l’operazione in Kosovo, gli è stata conferita la decorazione di Cavaliere dell’ordine militare d’Italia e, dalla Spagna, l’onorificenza di Cavaliere legionario d’onore.

Per l’operazione Isaf è stato insignito della Nato Meritorious Medal e della Gran croce con distintivo bianco al merito militare spagnola. Inoltre, è in possesso, tra le altre, delle seguenti onorificenze: Medaglia mauriziana, Medaglia d’oro al merito di lungo comando, Croce d’oro con stelletta per anzianità di servizio, Medaglia commemorativa per le operazioni di soccorso in Friuli. Dal 26 novembre 2002 ricopre inoltre l’incarico di presidente del Consiglio dell’Ordine Militare d’Italia.

Il generale Del Vecchio è laureato in Scienze Strategiche ed è in possesso del master di secondo livello. Inoltre è abilitato al lancio con paracadute, ha frequentato il 60° Corso di perfezionamento in equitazione (1970), l’8° Corso di guerra psicologica (1981) e i Corsi di stato maggiore e superiore di stato maggiore (105°).


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permalink | inviato da tore13 il 2/3/2008 alle 2:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
1 marzo 2008
Con il "Discorso ai siciliani" Anna Finocchiaro ha aperto la sua campagna elettorale
Partito Democratico Sicilia. Sito Ufficiale

Prende il via nel suggestivo scenario della Valle dei Templi di Agrigento la campagna elettorale di Anna Finocchiaro, candidata del Pd e della Sinistra Arcobaleno alla presidenza della regione siciliana.

“Mi rivolgo da qui – esordisce - alla gente di Sicilia dalla Valle dei templi, uno dei luoghi più conosciuti al mondo che in sè significa quanta storia, cultura e bellezza siano dietro di noi. Non dobbiamo dimenticare – aggiunge - il passato e usarlo per non accontentarci, per cambiare".

Al centro del suo discorso la lotta alla mafia in nome della legalità , così ha promesso: "La qualità e l'eccellenza devono diventare simbolo di riconoscibilità del made in Sicily ma la pre-condizione di tutto questo è la legalità. Non si può competere in un mercato segnato dalla presenza della criminalità. Bisogna rendere conveniente la legalità".
Così Anna ha presentato la sua ricetta: "E' necessario premiare quelle aziende che si comportano secondo le regole prevedendo una certificazione di qualità per le imprese che non pagano il pizzo e che non si avvalgono di capitali a partecipazione mafiosa. Rendiamo conveniente la legalità”.

E sarà proprio lo slogan Cambia il volto della Sicilia ad accompagnarla in tutte e nove le province della Sicilia per ben tre volte. Prima i capoluoghi, poi i comuni più grossi delle singole province e poi di nuovo i capoluoghi e i centri più grandi dell'isola. "Noi possiamo tornare a essere i migliori, a essere il sale della terra. Lasciamo che la speranza, per una volta, ci gonfi il cuore”.

“Voglio – aggiunge poi - prendermi cura della Sicilia come farebbe una madre e spero di farlo insieme a tante altre madri".
La Finocchiaro ha poi illustrato quello che sarà il suo programma: "Entro i primi sei mesi di governo m'impegno a insediare una commissione di altissimo livello perchè stili un piano strategico per l'efficienza degli uffici regionali e stabiliremo tempi massimi per i procedimenti amministrativi”.

Gli sprechi del centrodestra. “Il governo Cuffaro - ha spiegato la Finocchiaro – ha sprecato risorse. Nel 2006 l'amministrazione generale è costata alla Sicilia 2.177 milioni, contro i 626 della Lombardia. In compenso l'isola ha impiegato 5 milioni in meno, sempre rispetto alla Lombardia, per la spesa sociale: non mi risulta che qui ne abbiamo meno bisogno".

Per la Finocchiaro è ora di "cambiare strada. Si deve parlare di lavoro e dobbiamo farlo con il cappello in mano per rispetto delle disoccupate, dei disoccupati e dei precari siciliani. Annuncio sin da ora che a questo tema dedicherò un discorso della campagna elettorale, dopo i numerosi incontri che avrò con imprenditori e sindacati”.




permalink | inviato da tore13 il 1/3/2008 alle 22:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
1 marzo 2008
Giro dell'Italia nuova
Walter Veltroni a Grosseto
 
Walter Veltroni a Grosseto
Link diretto a questo video



permalink | inviato da tore13 il 1/3/2008 alle 14:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
1 marzo 2008
Il programma del PDL: quanto siamo diversi

Per chi non l'avvesse letto qui scaricate il programa in pdf del PDL e credete non vi trovo niente di simile al nostro e, soprattutto, non credo sia credibile anche sotto il profilo della sicurezza per non parlare del nucleare o del ponte sullo stretto che già fa venire in mente certi incubi.
Non voglio nemmeno uno Stato pieno di poliziotti in quanto credo che la sicurezza gli italiani la debbano trovare nel patrimonio di valori e nella cultura della democrazia da condividere cosmopoliticamente e rintracciabile in quell'Umanesimo rinascente che il PD sta risvegliando con slancio ideale nelle coscienze di molti giovani che come me credono sul serio che si può fare una nuova Italia!




permalink | inviato da tore13 il 1/3/2008 alle 10:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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