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2 aprile 2008
Anna Finocchiaro pensa alla poltrona di Governatore in Sicilia e avverte "non è lontano il tempo di una donna premier"

"Si dovrebbe prendere l'impegno, chiunque vincesse, noi o il Pdl, per una nuova legge elettorale". A parlare è Anna Finocchiaro, candidata al Senato per il Pd e in corsa per il centrosinistra per la carica di Governatore della Regione Siciliana, intervistata dall’Adnkronos. E’ su di lei che il centrosinistra, unito, ha scommesso per lanciare la sfida al principale rivale: Raffaele Lombardo. E’ su lei che il Pd punta per l’inizio dell’era ”post cuffariana”.

"Se ce la facciamo – dice la Finocchiaro - serve anche un impegno per le riforme costituzionali, su cui discutiamo da vent'anni e che già abbiamo approvato tante volte, prima in Bicamerale, poi con la riforma del centrodestra bocciata al referendum e infine alla Camera: dalla riduzione del numero dei parlamentari all'abolizione del bicameralismo perfetto con l'introduzione del Senato delle Regioni e al rafforzamento dei poteri del premier". Dopo di che, "si dovrebbe tornare a votare con la nuova legge elettorale, anche perche' dobbiamo ricordare che incombe il referendum elettorale di maggio. Ma ricordiamoci - sottolinea l'esponente del Partito democratico - che se al Senato si vincesse con un solo voto in più nell'aula di Palazzo Madama, sarebbe anzitutto la conseguenza disastrosa di non aver voluto una nuova legge elettorale. Era scritto che si sarebbero riprodotte le condizioni per un sostanziale pareggio".

La candidata a Palazzo d’Orleans torna anche sull’allarme più volte lanciato da Berlusconi e dal Pdl sulle irregolarità nel voto delle prossime consultazioni: "Questa faccenda dei brogli è francamente ridicola. Non sta bene parlarne in campagna elettorale e tra l'altro vorrei avvertire il Cavaliere che non porta neanche fortuna...". "Abbiamo ragionato di brogli per anni – spiega - abbiamo contato schede al Senato per un anno e mezzo; per verificare poi che i conteggi erano stati esatti e che, semmai, qualche margine in più di vantaggio lo poteva rivendicare proprio la coalizone di centrosinistra".

E sul ruolo delle donne in politica afferma: "Non credo che siano lontani i tempi per una donna premier in Italia". Secondo Finocchiaro "il protagonismo femminile sta cominciando ad avanzare prepotentemente anche nella politica, ma incontra ancora tanti ostacoli, perché è ovvio che la politica è il fortilizio del potere maschile: lì è più difficile per le donne 'dilagare'. Nel Partito democratico stiamo, però, facendo un grande lavoro, a livello nazionale come nella mia Sicilia, con il 50% di candidate donne e il ticket formato da me con Rita Borsellino, per guidare la Regione e l'Assemblea siciliana".

Quindi restando alla politica nazionale la senatrice del Pd avverte: "La questione socialista merita grande rilievo, perché è un pezzo della transizione italiana che ancora non si è conclusa".

"Io ho cominciato a sollevare questa questione politica, perché la ritengo davvero una questione centrale, tanto da candidare moltissimi socialisti nelle mie liste". Per la Finocchiaro, "non si può trascurare assolutamente questo profilo dell'esperienza politica italiana; un'esperienza che è stata fruttuosissima". Quanto alla vittoria di Zapatero, "spero che ci sia un positivo effetto di trascinamento nella campagna elettorale italiana dalle vittorie socialiste in Spagna e anche in Francia: al Partito democratico stiamo lavorando per questo, al di là delle ovvie diversità dell'Italia con certe posizioni zapateriste".

Una critica viene indirizzata da Anna Finocchiaro a chi ha tirato nella campagna elettorale l'Alitalia. "Il bipolarismo rissoso della politica italiana ha dato purtroppo il peggio di sé", lamenta la capogruppo del Pd al Senato. "Bisogna lavorare - esorta l'esponente del Partito democratico - avendo una grande attenzione per la sorte dei lavoratori di Alitalia, valutando la questione legata all'aeroporto di Malpensa fuori da ogni esasperazione campanilistica, ma con molta attenzione al complessivo sistema aeroportuale italiano".

Quanto al capitolo Sicilia, la Finocchiaro si mostra ottimista e agguerrita: "Credo ci sia la volontà di rompere con la politica 'patrigna' e di affermare un modello di politica che si prenda cura dell’Isola, come una madre siciliana che si prende cura, non di una bambina ma di un'adolescente che ha bisogno di crescere e, soprattutto, di crescere 'dritta', come ogni buona madre desidera per la figlia". "La madre - spiega Finicchiaro - è l'archetipo che in Sicilia da sempre ha dominato simbolicamente la sua cultura, addirittura già prima della civiltà e delle divinità greche. Persino il vulcano Etna, da noi, è femminile ed è chiamato semplicemente: 'a muntagna. E' la forza del cosiddetto matriarcato che, seppure non sulla scena pubblica, governava veramente nell'isola".

Tra le priorità per l'Isola l'esponente del Pd non c'è il Ponte di Messina (tesi sostenuta al contrario da Lombardo). "Alla priorità, per la Sicilia, del ponte sullo Stretto io non credo". "Non ci credo - spiega - perché andando in giro per l'isola nessuno mi chiede di fare il Ponte e tutti mi chiedono anzitutto un sistema ferroviario degno di questo nome. Basti pensare che non abbiamo un collegamento veloce da Palermo a Catania e che un turista, per arrivare in treno da Siracusa ad Agrigento, impiega oltre sette ore".

Inoltre, "c'è un sistema viario che vede ancora molti centri isolati in caso di frane o piogge torrenziali. Servono infrastrutture ferroviarie e viarie serie e moderne, mentre in Sicilia c'è ancora si viaggia ancora a un solo binario, che corre soltanto lungo le coste, tagliando fuori tanti luoghi, peraltro di una straordinaria bellezza. Non dimentichiamoci, poi - ricorda Finocchiaro - che la Sicilia è un'isola e che si deve puntare fortemente sui nostri porti, a cominciare da quello di Augusta: il punto ideale dove far arrivare i traffici dal Canale di Suez e da cui far partire le 'autostrade' del mare".

Quanto alla questione Val di Noto, "mi auguro sul serio che il patrimonio artistico del barocco sia definitivamente al riparo dalle mire dei petrolieri texani", afferma. "Sono disposta a fare anche le barricate - avverte Finocchiaro - e con me l'intera popolazione del Val di Noto". "Parliamo di luoghi dalla bellezza straordinaria", sottolinea la Finocchiaro, riguardo alla zona del barocco, che abbraccia le province di Siracusa e di Ragusa e che lambisce quella di Catania, nella zona sud-orientale dell'Isola.

"Proprio la Sicilia - ricorda l'esponente del Partito democratico - è la regione italiana che ha più siti inseriti nel patrimonio storico, artistico e culturale dell'Unesco. E abbiamo il dovere di difenderli, di mantenerli nella loro autenticità. Evitando ogni scempio, perché troppi scempi sono già stati consumati; e ripartendo proprio da lì per la nostra rinascita".
info: www.siciliainformazioni.com 


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permalink | inviato da tore13 il 2/4/2008 alle 13:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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